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Mpox

INFORMAZIONI GENERALI

L'Mpox, precedentemente noto come vaiolo delle scimmie, è una malattia causata dal virus monkeypox, una specie del genere Orthopoxvirus. Questa malattia è una zoonosi, cioè il virus può essere trasmesso dagli animali all'uomo e da uomo a uomo. Si tratta della principale infezione da orthopoxvirus nell'uomo dopo l'eradicazione del vaiolo. Esistono due ceppi principali (cladi) del virus, il ceppo dell'Africa occidentale e il ceppo del bacino del Congo, che differiscono per alcuni aspetti epidemiologici e clinici. In particolare il clade I (con i sottocladi Ia e Ib) e il clade II (con i sottocladi IIa e IIb).

Sebbene il nome suggerisca un legame con le scimmie, queste non sono i principali serbatoi del virus. Infatti i candidati più probabili per la trasmissione all'uomo sono i piccoli mammiferi. Oltre al contatto con animali infetti Il virus del vaiolo può essere trasmesso attraverso il contatto ravvicinato con una persona affetta da vaiolo o con materiali contaminati.

I sintomi comuni dell'Mpox sono eruzione cutanea dolorosa, lesioni della mucosa che possono durare 2-4 settimane, accompagnate da febbre, mal di testa, dolori muscolari, mal di schiena, scarsa energia e aumento di volume dei linfonodi.

La cura è rappresentata da una terapia di supporto per sintomi quali dolore e febbre, con particolare attenzione all'alimentazione, all'idratazione, alla cura della pelle, alla prevenzione di infezioni secondarie e al trattamento delle coinfezioni, compreso l'HIV, se presente. La maggior parte delle persone guarisce completamente dalla malattia. La vaccinazione dovrebbe essere presa in considerazione insieme ad altri interventi di salute pubblica.

L'Mpox rappresenta una minaccia attuale, considerando l’aumento dei casi nella Repubblica Democratica del Congo e in altri Paesi causati dai cladi Ia e Ib.

ASPETTI EPIDEMIOLOGICI

Il virus Mpox è stato isolato per la prima volta da scimmie in un laboratorio in Danimarca nel 1958. Il primo caso umano noto si è verificato nel 1970 nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Attualmente è endemico in Africa centrale e occidentale, dove sono regolarmente segnalati dei focolai. Paesi endemici sono inoltre Benin, Cameroon, la Repubblica Centrale Africana, Gabon, Ghana (identificato solo negli animali), Costa d’Avorio, Liberia, Nigeria, Sierra Leone, e Sudan del Sud. L'epidemia di Mpox virus, in particolare del clade I si è diffusa dal novembre 2023 in diversi altri Paesi africani, tra cui Burundi, Ruanda Uganda e Kenya.

Fino al 2022, i rari casi che venivano segnalati in Paesi non endemici erano solitamente di importazione.

Ma nel 2022, per la prima volta si è diffusa un epidemia di Mpox Clade II nel continente Americano e in UE.

Grazie al sequenziamento, oltre che due distinti cladi di Mpox sono stati identificati anche due sottogruppi, in particolare il Clade IIa e Clade IIb, e nel 2024, il clade Ib che colpisce prevalentemente gli adulti.

Nell’agosto 2024, i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC) e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) hanno dichiarato l’MPOX rispettivamente un’emergenza sanitaria pubblica di sicurezza continentale e un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale.

 

TRASMISSIONE

L'infezione da Mpox è causata da un virus che può essere trasmesso dagli animali all'uomo, soprattutto in Paesi endemici. Il contagio avviene principalmente attraverso il contatto diretto con animali infetti, ad esempio tramite morsi o graffi, o durante attività come la caccia, la cattura o la manipolazione di animali malati. In genere gli unici animali che presentano sintomi simili a quelli dell’uomo sono i primati.
La trasmissione da persona a persona avviene attraverso un contatto ravvicinato e prolungato con una persona sintomatica. Questo tipo di contatto può includere interazioni faccia a faccia, pelle a pelle, bocca a bocca o bocca a pelle. Il virus può anche diffondersi tramite oggetti contaminati come lenzuola, asciugamani, indumenti, dispositivi elettronici o superfici toccati da una persona infetta. La trasmissione interumana attraverso il contatto fisico stretto, inclusa l'attività sessuale, è stata un fattore significativo nelle epidemie precedenti. È possibile che il virus possa essere trasmesso tramite sangue, sperma o altri fluidi corporei durante i rapporti sessuali, ma ulteriori studi sono necessari per confermare questa possibilità.
Una persona infetta con monkeypox rimane contagiosa per tutta la durata della malattia sintomatica, che di solito dura da 2 a 4 settimane. Non è ancora chiaro se il virus possa essere trasmesso da persone asintomatiche. Le persone a rischio di contrarre la malattia includono operatori sanitari, familiari e partner sessuali di individui infetti.
Il virus può essere trasmesso al feto in gravidanza oppure durante o dopo il parto attraverso il contatto pelle a pelle. il contagio può Inoltre avvenire tramite droplet respiratorie o aerosol a corto raggio.

Per ridurre il rischio di contrarre monkeypox, è consigliabile evitare il contatto non protetto con animali selvatici malati o morti, specialmente in aree endemiche. In caso di sospetta infezione, è fondamentale segnalare tempestivamente eventuali contatti recenti con animali alle autorità sanitarie per adottare le opportune misure preventive.

MANIFESTAZIONI CLINICHE

L'Mpox provoca sintomi clinici lievi (raramente asintomatici) o più gravi che richiedono l'ospedalizzazione. Le persone che possono andare incontro a complicazioni sono in genere donne in gravidanza, bambini e le persone con un sistema immunitario compromesso.

I sintomi iniziano generalmente entro una settimana dall’esposizione (da 1 a 21 giorni) durano in genere 2-4 settimane (più a lungo nei soggetti con un sistema immunitario indebolito).

I sintomi più comuni sono:

  • eruzione cutanea (appare di solito, da uno a tre giorni dopo l'inizio della febbre, ma in alcuni casi può manifestarsi anche prima dei sintomi generali)
  • febbre
  • mal di gola
  • mal di testa
  • dolori muscolari
  • mal di schiena
  • scarsa energia e stanchezza
  • linfonodi ingrossati.

Tipicamente le eruzioni cutanee coinvolgono principalmente le aree ano-genitali, il tronco, le braccia e le gambe, il viso, i palmi delle mani e le piante dei piedi, talvolta le lesioni possono essere limitate o presenti solo nelle zone genitali o peri-anali. In circa il 5% dei casi, le prime lesioni possono apparire nella regione oro-faringea.
 Il periodo contagioso va considerato dal momento in cui compaiono i primi sintomi fino a quando tutte le croste sono cadute e la pelle si è rigenerata. Alcune persone presentano anche gonfiore doloroso del retto (proctite) o dolore e difficoltà a fare pipì (disuria) o a deglutire. Altre complicazioni includono polmonite, infezione della cornea con perdita della vista, dolore o difficoltà di deglutizione, vomito e diarrea che causano disidratazione o malnutrizione e infezioni del sangue (sepsi), del cervello (encefalite), del cuore (miocardite), del retto (proctite), degli organi genitali (balanite) o delle vie urinarie (uretrite). In alcuni casi la Mpox può essere fatale.

DIAGNOSI

Il processo diagnostico per Mpox comprende in primis l’esclusione di altre malattie con sintomi simili, come per esempio varicella, infezioni batteriche della pelle, scabbia, sifilide e allergie da farmaci. In particolare la presenza di linfoadenopatia durante la fase iniziale della malattia può aiutare a distinguere Mpox da varicella o vaiolo.

Nel caso di un sospetto di Mpox, è essenziale raccogliere campioni biologici dalle lesioni cutanee in modo sicuro e conforme alle normative nazionali e internazionali, per inviarli a un laboratorio specializzato. I campioni devono essere conservati in provette sterili, asciutte e mantenute al freddo. I migliori campioni diagnostici sono prelevati direttamente dall'eruzione cutanea (pelle, fluidi o croste) con un'energica tamponatura. In assenza di lesioni cutanee, il test può essere effettuato su tamponi della faringei o anali.
La diagnosi viene effettuata su campioni di lesioni cutanee con tecnica molecolare PCR, che rappresenta il metodo di elezione, in quanto altamente specifico e sensibile, per confermare la diagnosi di Mpox. È fondamentale correlare i risultati dei test con i dati clinici e l'anamnesi per una corretta interpretazione.

Possono essere utilizzate anche altre tecniche come tecniche colturali, immunoistochimica o microscopia elettronica.

I metodi di rilevamento degli anticorpi potrebbero non essere utili, poiché non distinguono tra i diversi orthopoxvirus.

TERAPIA

La maggior parte delle persone affette da Mpox guarisce spontaneamente, senza necessità di trattamento. Non esiste attualmente un trattamento specifico raccomandato per l'Mpox, obiettivo è quello di curare l'eruzione cutanea, gestire il dolore e prevenire le complicazioni. La gestione del caso prevede l'isolamento dei pazienti infetti, il tracciamento dei contatti e misure di controllo e prevenzione per limitare la diffusione della malattia.

È importante consultare sempre un medico per una valutazione accurata e per ricevere le indicazioni appropriate sul trattamento e sulle terapie di supporto.

VACCINAZIONI

Per la prevenzione dell’Mpox è disponibile il vaccino MVA-BN (Modified Vaccinia Ankara-Bavarian Nordic). Si tratta di un vaccino la cui origine risale agli ultimi anni della campagna vaccinale, promossa dall’OMS, realizzato per migliorare la sicurezza dei vaccini usati fino ad allora. In Europa, il vaccino è disponibile dal 2013 per la prevenzione del vaiolo. Ad agosto 2022, la European Medicines Agency (EMA) ha raccomandato di estendere l’uso di questo vaccino anche per l’immunizzazione contro l’Mpox. A questa raccomandazione è seguita l’autorizzazione della Commissione Europea. Negli USA, il vaccino è autorizzato dall’FDA per la prevenzione del vaiolo umano e del Mpox dall’anno 2019.

Per quanto riguarda le persone precedentemente vaccinate contro il vaiolo (vaccinazione che in Italia è stata sospesa nel 1977 e ufficialmente abrogata nel 1981), studi in vitro hanno dimostrato l’efficacia neutralizzante contro Mpox, anche più di 45 anni dalla vaccinazione, e alcuni studi osservazionali hanno dimostrato che la vaccinazione può raggiungere fino all'85% di efficacia nella prevenzione del Mpox. Pertanto, queste persone possono presentare una malattia più lieve se infettate con il Mpox, rispetto a quelle non vaccinate.

A scopo precauzionale è sconsigliata la vaccinazione in gravidanza o durante l’allattamento, ad eccezione di casi in cui la valutazione del rapporto rischio beneficio sia favorevole.

Per i viaggiatori che si devono recare in aree epidemiche si raccomanda di consultare il proprio medico o i centri di vaccinazioni internazionali/medicina del viaggiatore in merito alla necessità e possibilità di vaccinazione contro il Mpox.  https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/risk-assessment-mpox-epidemic-monkeypox-virus-clade-i-africa

RACCOMANDAZIONI

Se si sospetta di avere Mpox, è importante contattare il proprio medico, isolarsi da altre persone e evitare i contatti ravvicinati, comprese le attività sessuali, fino a quando non si esclude la possibilità di avere Mpox. Se la malattia viene confermata, è necessario continuare a mantenere l'isolamento fino a quando le croste dell'eruzione cutanea non cadono, poiché questo segnala la conclusione dell'infezione. Questo aiuterà a prevenire la trasmissione del virus agli altri.

Se si manifestano segni e sintomi che non richiedono un ricovero ospedaliero, e se le condizioni di vita e igieniche sono adeguate, un caso confermato può essere tenuto sotto controllo a casa seguendo queste indicazioni:

  • Restare isolati in abitazione fino a quando le lesioni guariscono, le croste si staccano e si forma nuova pelle intatta.
  • Evitare il contatto diretto con altre persone e animali per 21 giorni dopo l'ultima esposizione.
  • Non condividere oggetti che potrebbero essere contaminati, come biancheria, asciugamani, vestiti, bicchieri o utensili da cucina, e pulire e disinfettare frequentemente le superfici e gli oggetti toccati di frequente.
  • Indossare una mascherina durante i contatti ravvicinati con altre persone in casa.
  • Effettuare un'auto-valutazione della temperatura (almeno due volte al giorno) o monitorare altri sintomi riconducibili a MPX (come mal di testa, mal di schiena, ingrossamento dei linfonodi, ecc.) o eruzioni cutanee di origine sconosciuta nei 21 giorni successivi all'ultima esposizione al caso. In caso di comparsa di sintomi, informare prontamente il Dipartimento di Prevenzione e il medico curante, isolarsi e ridurre i contatti stretti, compresa l'attività sessuale, fino a che Mpox non sia escluso.
  • Astenersi dall’attività sessuale per 21 giorni dopo l'ultima esposizione o fino a quando Mpox non sia escluso.
  • Praticare una buona igiene delle mani e respiratoria (coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, usando fazzoletti monouso da smaltire correttamente e lavandosi le mani frequentemente).
  • Evitare il contatto con persone immunocompromesse, bambini di età inferiore ai 12 anni e donne in gravidanza per 21 giorni dopo l'ultima esposizione
  • Evitare di donare sangue, cellule, tessuti, organi, latte materno o sperma mentre si è in regime di sorveglianza.
  • Evitare di far scoppiare le vescicole o grattare le piaghe, che possono rallentare la guarigione, diffondere l'eruzione cutanea ad altre parti del corpo e causare l'infezione secondaria
  • Radere le aree con le piaghe finché le croste non sono guarite e la pelle sottostante è nuova (questo può diffondere l'eruzione cutanea ad altre parti del corpo).

SITOGRAFIA

BIBLIOGRAFIA

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  8. Mariotti S, Venturi G, Chiantore MV, et al. Antibodies Induced by Smallpox Vaccination after at Least 45 Years Cross-React with and In Vitro Neutralize Mpox Virus: A Role for Polyclonal B Cell Activation?. Viruses. 2024;16(4):620. Published 2024 Apr 17.

NORMATIVA

9/08/2024 CIRCOLARE del Ministero della Salute n. 24775 - Aggiornamento sulla malattia mpox - Dichiarazione di "Emergenza di salute pubblica internazionale (PHEIC - Public Emergency of International Concern)” da parte dell’OMS in data 14 agosto 2024

30/01/2024 NOTA del Ministero della Salute n. 2986 - Piano di distribuzione del vaccino antivaiolo MVA-BN/Imvanex®

23/08/2022 CIRCOLARE del Ministero della Salute - Aggiornamento sulla modalità di somministrazione del vaccino JYNNEOS (MVA-BN)

05/08/2022 CIRCOLARE del Ministero della Salute n. 35365 - Indicazioni ad interim sulla strategia vaccinale contro il vaiolo delle scimmie (MPX)

04/08/2022 CIRCOLARE del Ministero della Salute n. 35203 - Piano di distribuzione prima tranche del vaccino antivaiolo Jynneos

02/08/2022 CIRCOLARE del Ministero della Salute n. 34905 - Focolaio di vaiolo delle scimmie in paesi non endemici: aggiornamenti sulla definizione di caso, segnalazione, tracciamento dei contatti e gestione dei casi. Note tecniche per la diagnosi di laboratorio

22/07/2022 ORDINANZA del Ministero della Salute - Segnalazione dei casi di infezione da virus del vaiolo delle scimmie.

01/07/2022 DECRETO del Ministero della Salute - Autorizzazione alla temporanea distribuzione del vaccino Jynneos contro il vaiolo delle scimmie (Monkeypox).

25/05/2022 CIRCOLARE del Ministero della Salute - Casi di vaiolo delle scimmie. Aggiornamento sulla situazione epidemiologica e indicazioni per la segnalazione, il tracciamento dei contatti e la gestione dei casi.